
ROTARY CLUB DI LODI
Il Rotary Club di Lodi (7042° nel mondo e 39° in Italia) nacque nel ristorante “Isola Caprera” il 15 maggio 1948. Un manipolo di quattordici professionisti e imprenditori si coalizzarono nella volontà di contribuire a far risorgere Lodi dopo la pausa della guerra e di ricostruire la sua genuina fisionomia storica assieme col ruolo economico e sociale che le competeva. Questo all’insegna di una sana democrazia presidenziale che ponesse ognuno al servizio reciproco ed a quello della comunità, mirando nel contempo all’espansione universale del verbo rotariano d’amicizia e servizio.
Il Club s’istallò sul territorio che già riproduceva quello che sarebbe stato della ricostituita provincia, più un comune milanese al nord eliminato nel 1966. Nel 1985 venne reciso un altro frammento territoriale per dar vita al Club di Belgioioso-Sant’Angelo Lodigiano di cui fummo i padrini. Invece il nostro patrocinio del Club di Codogno (1991) non comportò alterazioni territoriali, perché considerammo quel Club quasi fosse il secondo cittadino. Nel 1995 patrocinammo la nascita del Rotaract di Lodi; nel 2004, insieme al Club Adda Lodigiano, fummo padrini del Rotaract Lodi-Adda.
L’azione interna ha visto il numero dei soci salire sino agli attuali 64, che hanno dato vita ogni giovedì a discussioni e dibattiti impostati sulle relazioni conviviali. La scuola lodigiana è stata il bersaglio più ambito e ciò, dapprima, con erogazioni alle Casse scolastiche avanti che lo Stato intervenisse in materia, poi mediante concorsi a premio, indetti più volte tra gli studenti migliori. La beneficenza è stata più volte erogata ad istituzioni diverse del territorio e mai si sono dimenticate le vittime delle catastrofi naturali.
L’azione
di pubblico interesse si è articolata su istruzione, arte, problemi locali e
filantropia. Si sono soccorsi il Liceo “Gandini” (1961), la “Casa dello
studente” di Parigi (1951), la Scuola musicale “Franchino Gaffurio” (1960) e
l’Ospedale Maggiore di Lodi.
Dal 1961 al 1966 il Club ha contribuito più volte ai restauri della Cattedrale
di Lodi, nel 1971 ha donato alla città il busto bronzeo di Ada Negri dello
scultore Oliva, nel 1978 ha restaurato la tela di fra’ Sollecito Arisi che
sovrasta la tomba della poetessa in S.Francesco. Nel 1989, in occasione
dell’esposizione delle opere dei Piazza, il Club ha restaurato la Cappella della
“Trasfigurazione” in S.Francesco, opera di Francesco Soncino, il migliore degli
scolari di Callisto Piazza. Nel 1978 si donarono al Comune di Lodi le bacheche
di cristallo e acciaio per l’esposizione delle ceramiche della donazione Robiati,
Nel 1998, in occasione del cinquantesimo di fondazione del Club, si provvide al
restauro delle ultime cinque colonne di destra della chiesa di S.Francesco.
I maggiori problemi della città e del territorio hanno
trovato sempre presente il Club; il piano regolatore e l’impianto di una
raffineria nel 1967, il triangolo industriale nel 1969, i trasporti lombardi nel
1978, il centro storico nel 1982.
La filantropia ha portato il Club a donare all’Ospedale Maggiore un polmone ed
un rene artificiali nel 1953, dal 1993 si finanzia regolarmente il C.A.M e dal
1991 in poi il premio internazionale “Galileo Galilei”, dal 1975 presso il
Comune di Lodi si distribuisce regolarmente un Premio alla bontà intitolato al
Club.
L’azione professionale spinge il Club a diverse visite
ad impianti industriali o altro in città o nel territorio. Anche in quest’ottica
si è inserita la scuola con l’aiuto ai giovani nella scelta degli studi
superiori. Nel 1979 e 1981 si sono analizzati gli sbocchi di lavoro offerti dal
territorio illustrando le carriere scolastiche preferibili in un libretto da
distribuire agli studenti. Nel 1987 un altro libretto ha posto l’accento
sull’impatto del giovane contro le difficoltà opposte dal primo impiego.
Nel 1992 la ricostituzione della Provincia di Lodi pose di fronte alla
formazione in loco delle associazione professionali autonome da Milano, Il Club
propose una coalizione di tutti i neonati ordini al fine di ridurre i costi
unificando sede e personale. Il che si è realizzato.
Nel 1993 si è dato vita al premio “Orgoglio di mestiere” per segnalare e
sottolineare figure di preziosi operatori di arti in via di estinzione nel mondo
odierno del lavoro.
Si sono assegnate numerose P.H.F. a concittadini non rotariani, che vivono la
loro professione in linea con i dettami del Rotary.
L’azione internazionale ha portato il Club a diversi
scambi di giovani, ha partecipato al programma “Polio plus” ed a quello “Vita
per l’Albania”; di propria iniziativa ha fornito 180 quintali di sementi di mais
ibrido ottenendo il “Premio Franzosini”. Rotariani e non stranieri sono stati
ospitati e guidati in visite turistiche, due nostre candidate hanno vinto borse
di studio della Rotary Foundation nel 1991 e nel 1995 per gli USA e la Gran
Bretagna.
Nel 1954 e nel 1956 il Club si è gemellato con quello francese di St. Raphaël
/Var (ora St. Raphaël) e quello inglese di Londra-Shoreditch (ora The
City & Shoreditch), il che comporta visite annuali ed interclub a turno
nelle tre sedi.
Da alcuni anni si è stretto un rapporto particolare con l’ospedale di Durazzo
(Albania) al quale sono state donate attrezzature ospedaliere dismesse dal
Maggiore di Lodi e colà trasferite per intervento del Club. Inoltre, medici e
paramedici albanesi sono stati ospitati a Lodi per corsi d’aggiornamento; il
programma è tuttora in corso.
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